
L'escursione in breve: breve giro ad anello a/r da Loc.Gruzza (275 m s.l.m.). Da qui si


Dislivello totale in salita: 195 m
Tempi netti di percorrenza: 2h 30’
Giro completo con soste varie : partiti alle 15.50, di ritorno alle 18.30, 2h 40’
Segnavia: tutto il promontorio del Caprione è stato ben tracciato di recente dai volontari della sezione C.A.I. di Sarzana, grazie ad un accordo con l'Ente Parco, Apposita segaletica avverte che il sent n°4 è percorribile solo da EE (Escursionisti Esperti) mentre ulteriore senaletica avverte che il sentiero è interdetto per frana!



Caratteristiche del fondo: sent 4 è un sentiero, sent 3 nel trato percorso è una antica stradina/mulattiera selciata in


Punti di appoggio e ristoro lungo il tragitto: Una breve deviazione consente di scendere a Tellaro dove è possibile trovare ottimi ristoranti, trattorie e bar per rifocillasi.
Gli ambienti: si attraversa una ricca ed intricata macchia mediterranea con leccio, corbezzolo, lentisco, alterno,

Presenza di acqua potabile: solo deviando a Tellaro, fontana pubblica
Collegamenti e mezzi di trasporto: Loc Gruzza è servita dalla SP 25 Lerici-Montemarcello-Ameglia. Fermate ATC sia a Zanego che in Loc. Gruzza oltre che naturalmente nei paesi vicini (Montemarcello, Tellaro, Lerici, Ameglia)
Note stonate e degrado: prescindendo dal fenomeno franoso, che ha cause naturali, si segnalano alcuni abusi


-Una piccola ma fastidiosa nota di degrado è rappresentata dagli scivoli in cemento, atti a consentire il transito delle motocariole per la ristrutturazione di alcuni rustici-villette lungo il sent 3 nel tratto Piastrone-Zanego. Purtroppo molte mulattiere della nostra provincia sono sparite proprio così, una badilata di cemento dopo l’altra.
-Qualche muretto a secco (di proprietà privata) è crollato restringendo la carreggiata del sentiero n° 4
-Da Loc. La Gruzza a Zanego la mulattiera del sent 3 è stata ampliata (forse gia prima dell’istituzione del Parco) per consentire il transito alle auto dei proprietari delle prime case di Zanego. Il selciato in pietra non è più leggibile, il

Lo smottamento: la nicchia di distacco è situata a quota 200 m s.l.m circa poco più a valle di Zanego. Portando lo


Cartografia:
-Carta dei sentieri on-Line
-Carta dei sentieri Monte Caprione bassa Val di Magra 1:10.000 a cura del’Ente Parco Montemarcello Magra
-Lerici e dintorni-carta escursionistica 1:17.000 (!?) a cura del Comune di Lerici e Lega Ambiente Lerici-Ed. Studio Cartografico Italiano (GE) (contiene info. Storico-naturalistiche sul territorio)
-La Spezia est-Sarzana-Carta escursionistica 1:25.000 a cura del C.A.I. La Spezia, Panathlon La Spezia, Carispe-Ed. Studio Cartografico Italiano (GE) (la carta riporta gli itinerari descritti in alcune opere di G. Spinato editi da Studio Cartografico Italiano )
-Itinerari della Bassa Val di Magra-Carta turistica e dei sentieri 1:25.000 a cura del C.A.I. Sez di Sarzan– Ed. Multigraphic-Firenze (in questa carta ci sono diversi errori; la numerazione non coincide con quella ufficiale e il sent 4 è indicato come sent. 3!)
-Parco culturale Val di Magra e Terra di Luni, carto-guida, ed Parchi culturali dela Regione Liguria
Bibliografia essenziale:
· S. Maccioni, Guida al Parco di Montemarcello, itinerari didattico-naturalistici-Ed. Sagep, 1991
· AA.VV., Il parco naturale regionale di Montemarcello Magra, guida rapida-Ed.Sagep 2000
· E. Puntelli, Guida alla flora ed ala fauna del Carpione, Associazione di pubblica assistenza croce rosso bianca Lerici 1986
· G. Cabano, I cavanei del Monte Caprione, Lerici 1985
· E. Calzolari, Raccolta di toponimi del territorio d Lerici, Lerici 1987
· M. Cardelli Di Tommaso P.L., Le pinete del promontorio del Caprione (La Spezia). Tesi di laurea (1994-95)
Sceneggiatura, personaggi, interpreti ed antefatti…
Siamo partiti un po' tardi questo pomeriggio, sottovalutando il fatto che ormai le giornate sono assai corte. Ecco allora che dopo uno splendido tramonto mentre ancora eravamo a metà percorso, su sent 4 in piena macchia alta, il buio è calato rapidamente è un po' di ansia ci ha colto...i cinghiali difficilmente sono un pericolo tranne quando sono feriti, hanno i piccoli da difendere o, come in questo caso, te li potresti trovare di fronte lungo il loro cammino e magari a causa dei muretti alti non si hanno molte possibilità di scansarli! Lo sa bene l’ amico Stefano di Tramonti, che lo scorso anno in un frangente simile è stato “scavalcato” da due giovani cinghiali riportando qualche ammaccatura e tanto spavento.


1 commento:
Complimenti per la completezza e l'accuratezza del resoconto, nonchè per aver chiarito che il sentiero 4 resta comunque percorribile nonostante l'asserita chiusura: l'estate scorsa lo abbiamo preso da Punta Bianca e ci chiedevamo se il tratto franato fosse stato materialmente reso inaccessibile.
Siccome non è la prima volta, tra Emilia, Liguria e Marche, che incontriamo sentieri annunciati come chiusi ma in realtà percorribili, con difficoltà spesso relativa, io a questo punto solleciterei gli enti competenti a una maggiore chiarezza: se ad un sentiero non è fisicamente interdetto l'accesso, ma solo resta percorribile da escursionisti esperti o attrezzati, lo si scriva chiaramente, altrimenti chi (come noi) conosce l'italiano ma non la zona spesso non si arrischierà ad iniziarlo se viene dato per CHIUSO!
Capisco che scrivendo CHIUSO ci si esenta da qualsiasi responsabilità nel caso qualche sprovveduto in ciabatte vi si avventuri, ma...diamine, le informazioni escursionistiche dovrebbero essere dedicate...agli escursionisti!
Un'altra osservazione che mi ha colpito nel resoconto del vostro itinerario è quella relativa alla conservazione delle antiche mulattiere: pochi giorni fa, mettendo online il nostro Anello di Punta Corvo, ho fatto proprio le medesime considerazioni! Lì ci vorrebbero degli oneri di salvaguardia da prevedere a livello di normativa del Parco sulle opere edilizie...
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